VENERDI’ 22 MAGGIO.

Sarà una ciclo passeggiata al fulmicotone.

Pedaleremo insieme gomito a gomito con i campioni dello sci  e
con i miti del ciclismo che hanno rappresentato l’epopea del ciclismo azzurro.

Una ciclo pedalata attraverso la storia, abbracciati dal mare e dalle montagne con lo spirito di grandi artisti che ci accompagna. Michelangelo e Giambologna in primis. Accolti dal Fortino, simbolo di Forte dei Marmi dal 1788, costruito da Leopoldo I .

La storia di Forte dei Marmi inizia con una via, Via di Marina, che nel XV secolo collega l’entroterra montano a un approdo situato tra la Torre del Cinquale e la Fortezza di Motrone, presso la quale sorge un fiorente scalo marittimo. Via di Marina è utile allo spostamento dei preziosi marmi — scelti personalmente anche da Michelangelo Buonarroti e Giambologna  dalle Alpi Apuane al mare. Con il successivo incremento del commercio dei marmi, agli inizi del XVI secolo, viene realizzato un nuovo tracciato verso la costa il quale, prima di giungere alla spiaggia, attraversa nell’ultimo tratto la piana versiliese, allora disabitata e ricca di boschi ma anche paludosa, malsana e oggetto di frequenti attacchi da parte dei pirati.

La costruzione della nuova strada l’attuale Via Provinciale è  voluta da Papa Leone X della Signoria Medicea ed eseguita dallo scultore Donato Benti, collaboratore di Michelangelo Buonarroti.

Dall’inaugurazione nel 1518 in poi, il percorso è utilizzato, oltre che per il trasporto dei marmi, anche per il commercio del ferro proveniente dall’Isola d’Elba, che viene lavorato nelle ferriere versiliesi. Il magazzino merci, costruito nei pressi del mare, è ancora oggi esistente in Via Duca D’Aosta.

In breve tempo, Forte dei Marmi diventa una rinomata località del Mediterraneo, apprezzata per le acque cristalline, la qualità della vita, i giardini e il verde incontaminati, la straordinaria vicinanza della Alpi Apuane. Arrivano le prime personalità italiane e straniere, gli esponenti politici, gli industriali di spicco, la nobiltà europea. Artisti e intellettuali — personaggi del calibro di Dazzi, Carrà, Carena, Soffici, Gentile, Pea, Viani — si ritrovano al Caffè Quarto Platano sulla Piazza del Fortino per discutere e confrontarsi sui movimenti artistici e culturali dell’epoca. Carlo Carrà, che trascorre lunghi periodi a Forte dei Marmi, ne dipinge scorci e paesaggi in una serie di opere che testimoniano il suo amore per il paese.

Il 1914 è un anno decisivo: Forte dei Marmi ottiene il distacco dal Comune di Pietrasanta e diviene Comune autonomo; resta, a testimonianza del legame storico e culturale tra le due cittadine, la fontana sulla centralissima Piazza Garibaldi, con lo stemma di Pietrasanta ancora ben visibile.

A bordo delle due ruote, fornite dallo storico “Cicli Maggi”, presente in Versilia dal 1906, ci sposteremo verso viale Morin, accompagnati dai campioni dello sci e del ciclismo. Attraverseremo la bellissima “Roma Imperiale”, i luoghi dove il pittore Carlo Carrà fissava sulla tela le sue visioni paesaggistiche.

Proseguiremo verso   Pietrasanta, attraverso il Parco della Versiliana dove si potrà ammirare la villa in cui il poeta Gabriele D’Annunzio trascorreva le estati versiliesi nei primi del ‘900. Arriveremo infine a Pietrasanta, detta la piccola Atene ( famosa a livello internazionale per la lavorazione artistica del marmo e del bronzo).  Qui giungono artisti da tutto il mondo, per apprendere e approfondire la conoscenza di questa attività nei numerosi laboratori d’arte.  La città, costruita nel 1255, ha dato i natali al poeta Giosuè Carducci. Il centro storico è caratterizzato dalla centralissima Piazza su cui si affaccia il bellissimo Duomo di San Martino del XIII secolo, la chiesa sconsacrata di Sant’Agostino, ora sede di  esposizioni temporanee d’arte, la Torre Civica e la Rocca di Sala a cui si può accedere attraversando l’arco della porta a mare della città. Sulla piazza, vero e proprio museo all’aperto di rara magia, in estate si espongono statue monumentali ed opere d’arte. Domina la piazza Rocchetta Arrighina, ornata di mura merlate.

Dopo una sosta frizzante nell’incantevole piazza ci spostiamo verso Vallecchia  ,dove potremo visitare la bellissima pieve di Santo Stefano, documentata già dall’ 881. Del XII secolo è la parte inferiore dell’abside, la facciata è semplice, con tre porte d’ingresso, di cui la centrale sormontata da un timpano e da un rosone, così come il campanile.
 Saliti nuovamente sul nostro destriero a due ruote, pedaleremo verso Seravezza, dove ci accoglierà la Villa Medicea, patrimonio mondiale dell’Unesco. La Villa Medicea di Seravezza, è un complesso architettonico costituito dal Palazzo, le Scuderie, la cappella e il giardino.

Presenta caratteristiche e funzioni diverse rispetto alle altre Ville Medicee.

Prossima destinazione Forte dei Marmi, pedalando in direzione della intramontabile “Capannina di Franceschi”  nata nel 1929 dall’idea di Achille Franceschi di ripulire un vecchio capanno sulla spiaggia e dotarlo di un banco bar per servire bevande e pasticcini, un grammofono a manovella per allietare i clienti e tavolini sui quali giocare a carte. Il locale riscosse un immediato successo e riuscì ad attirare clientela da tutta la penisola, contribuendo in modo determinante all’esplosione di Forte dei Marmi come meta turistica d’élite.

Durante gli anni Trenta era di moda sedersi ad un tavolo de La Capannina al tramonto e sorseggiare un Negroni.

Finalmente, dopo aver saziato la nostra fame di cultura, ci fermeremo a degustare (all’interno degli stabilimenti balneari convenzionati) cullati dal rumore delle onde, un eccitante pranzo accompagnato dai nostri genuini vini di collina.

E a chi non piace il vino, Dio gli tolga l’acqua.

ISCRIZIONE ALLA CICLO PASSAGGIATA. (STAY TUNED)

Sabato 23,

Maggio la Notte dei Master.

Le cose che riescono bene vanno rifatte. Lo scorso anno alla Capannina di Franceschi è stato un successo, era inevitabile che dovesse essere riproposto. La Commissione Nazionale Master prevede nuovamente le sue più importanti premiazioni all’interno del sabato pomeriggio. Nell’attesa di conoscere chi sarà nominato MASTER DELL’ ANNO avremo la premiazione della COPPA ITALIA MASTER. Saliranno sul palco della Capannina i migliori tre atleti di ogni categoria. Sono tanti perché nel mondo master si compete per fascia d’età, come giusto sia, nello sci e in tutti gli altri sport. Inizieranno i “giovanissimi” master: A1, della fascia fra 30/34 anni, per proseguire fino a quella fra gli 85/89 anni. Non si stupiscano gli “esterni” al nostro movimento ma di ultra ottantacinquenni che competono ce ne sono più di quanto si creda. I vincitori riceveranno la “COPPA FISI” qui raffigurata, la stessa in palio per la Coppa Italia di giovani e senior, il diploma FISI e altri premi. Sono circa 20 le categorie che saranno premiate, con quasi 3 atleti per categoria, perciò poco meno di 60 persone. Non posso essere preciso, al momento, perché essere in classifica di coppa non è semplice, occorre essere in classifica in almeno sette gare delle quali almeno una di slalom o superg, ragion per cui fino alle finali dello sci club Guastalla a Pampeago, dobbiamo attendere. Nelle precedenti edizioni abbiamo quasi sempre avuto “il pieno”, lo scorso anno sono mancate solo tre delle 20 categorie e, quest’anno, la Coppa è partita bene e le presenze in gara sono già tante.

Dopo la Coppa Italia procederemo alla consegna dei distintivi di appartenenza alla: RAPPRESENTATIVA NAZIONALE MASTER. Praticamente è la “Nazionale Italiana” del nostro settore. Sono inseriti e riconosciuti come tali i migliori atleti in attività. Criteri di scelta sono, dopo quello di partecipare alle FIS Master (cioè le internazionali), i punti ottenuti nelle più importanti competizioni; cominciando dal Criterium Mondiale Master, poi quello ottenuto nella FIS Master Cup (la nostra Coppa Del Mondo), i risultati ai Campionati Italiani, quest’anno all’Abetone dal 28 febbraio al 1° marzo e la posizione ottenuta in Coppa Italia Master. Anche per la Rappresentativa si distingue fra le categorie e vengono riconosciuti i tre migliori di ognuna, più tutti quelli che hanno vinto il titolo ai Mondiali Master, indiscutibilmente “grandi” e meritevoli.

Il distintivo in questo caso quello di un grande campione che ci ha lasciato ma non dimentichiamo